La conchiglia delle meraviglie di Merida

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Si dice spesso che la bellezza è eterna. Noi ci crediamo, e la storia non smentisce, anzi! Oggi vogliamo fare con voi un po’ di storia della bellezza e parlarvi di un reperto archeologico particolare. Una vera e propria “conchiglia delle meraviglie", rinvenuta a Merida (Spagna) nel 2000.

 Questo piccolo scrigno naturale è stato rinvenuto in una necropoli presso l’antica città romana di Augusta Emerita (oggi Merida) insieme ad altri oggetti. La trousse è ricavata da una capasanta tenuta insieme da una cerniera ed era probabilmente dotata - visti i due forellini sulle valve - di un ingegnoso “sistema di sicurezza” per non perderne il contenuto! Se solo lo avessero avuto tutte le palettes che spesso abbiamo infranto nel trasporto, vero?! Ciò che è più stupefacente tuttavia è il contenuto.

Dopo la prima pulitura dai detriti gli archeologi hanno individuato grani di una sostanza rosata… un prodotto cosmetico del I secolo!   

La cosmesi in epoca romana

Come vedete, l’attitudine a prendersi cura di sé attraversa i secoli. E la attraversa con stile: il cosmetico di Merida infatti sembra contenere micro-particelle scintillanti (un po’ come il nostro siero, ante litteram). Avete capito bene: glitter antico-romani! La luminosità della sostanza ha inizialmente fatto pensare ad un pigmento di origine vegetale, ottenuto dalla Rubia tinctorum. A quanto pare però, per ottenere l’ampia gamma di toni rosati del cosmetico di Merida sarebbero state necessarie tecniche avanzatissime. Dopo altri esami gli archeologi hanno verificato che è possibile ottenere una pasta “glitterata” proprio dal rizoma della Rubia tinctorum, utilizzando una particolare tecnica pionieristica per l’epoca.

Questa storia ci ha incuriosito ed emozionato.

Da qualche parte in una colonia romana del I secolo un cosmetologo intraprendente creava, ispirato dalla natura che lo circondava, una formula di bellezza destinata a valicare i confini della storia.